Un nitidissimo Alone Solare è l’OPOD di oggi, l’autore è Soumyadeep Mukherjee
Equipment: Nikon Z6ii, Tamron 15-30mm
EXIF: f/11, 1/2000s, ISO 100, 15mm
I kept running around for 30-40 minutes with no signs of illness at all. But I still decided to get some more rest and not to join others for the observatory visit. It was only 10 minutes after everybody left that I felt the sickness starting to creep in.
I’ve always considered nature as the biggest “healer” and there it was again, making me forget everything for those moments.
Gli aloni si formano quando la luce del Sole o della Luna passa attraverso i cristalli di ghiaccio esagonali dei cirri posti tra sei e dodici chilometri di altezza. Essi si differenziano fra loro in base all’elevazione della fonte luminosa ed in base alla forma ed al movimento dei cristalli di ghiaccio che possono essere piatti od allungati.
Infatti l’estensione dell’alone dipende da come viene rifratta la luce che attraversa i cristalli di ghiacci e da come sono orientati quest’ultimi. La direzione di rifrazione non è casuale, ad esempio: i ghiacci esagonali orientati orizzontalmente hanno un angolo di rifrazione di 22 gradi tra la direzione di ingresso della luce e di uscita. Generalmente i due angoli di ingresso ed uscita sono simmetrici tra di loro. Esistono forme alonari meno conosciute e possono avere un raggio di 9 o di 46 gradi dal Sole.
Rubrica curata da Marco Meniero e Marcella Botti per conto del #GrAG
Per approfondire i testi sulle fotometeore:
https://www.meniero.it/blog-ultimo-articolo/post/218498/testi-consigliati-sulle-fotometeore
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