Con la Cerimonia di Chiusura di Milano Cortina 2026 si chiude un sogno condiviso. Dalle vette innevate delle Dolomiti alle luci di Milano, lo sport ha unito cuori, emozioni e nazioni. Le sfide affrontate, i traguardi raggiunti, i sorrisi e le lacrime rimarranno per sempre: i Giochi finiscono, ma la magia dello sport continua a vivere dentro di noi.


Ed è con questa riflessione che premiamo il secondo GrAGPOD, il meraviglioso scatto di Valerio Minato, che ringraziamo sentitamente per la condivisione. La foto ritrae una falce di Luna che fa da co-protagonista insieme alla Fiamma Olimpica, incorniciata dall’arco della pace e sullo sfondo il Castello Sforzesco (Milano).

 

Per quanto possano sembrare distanti, le passioni di Sport e Astronomia sono estremamente vicine: per entrambe è fondamentale la dedizione, l’impegno, la pazienza e soprattutto, “la giornata giusta”.

 

 

 

Lasciamo il lettore con le parole di Valerio, pubblicate nel suo post sui social, come didascalia di questo meraviglioso scatto.

 

“C’è un istante, durante scatti come questo, in cui tutto sembra perduto. Hai studiato la posizione, hai calcolato l’allineamento perfetto tra l’Arco della Pace e il Castello Sforzesco, ma il cielo decide di giocare a nascondino.

Secondo i calcoli, la Luna sarebbe dovuta apparire già 5 o 6 minuti prima (a sinistra rispetto al braciere). In quel lasso di tempo, nel buio totale dietro la torre, ho temuto il peggio. Poi, improvvisamente, ha iniziato a sbucare a destra della Torre del Filarete, lottando per farsi spazio tra nubi che non avrebbero dovuto essere lì.

In realtà, il cielo sopra Milano era limpidissimo.

Quelle nuvole che vedete “tagliare” la Luna nelle prime immagini si trovavano a decine di chilometri di distanza, precisamente tra Lodi e Piacenza (distanza stimata 40-60 km). È la magia (e la condanna) del teleobiettivo: lo schiacciamento dei piani unisce oggetti vicini e lontanissimi in un’unica, incredibile prospettiva. Se le stesse nuvole fossero state 10 km più vicine a Milano avrebbero vanificato il tutto.

In quegli istanti di attesa, l’atmosfera in mezzo a Corso Sempione 8 era quasi sospesa: il silenzio, il braciere olimpico acceso e la tensione di vedere sparire una lunga e difficile programmazione dietro una coltre lontana. La differenza tra tornare a casa a mani vuote o con questa sequenza è stata tutta nel posizionamento di quelle nubi.”