La serata dell’8 agosto, nella suggestiva cornice archeologica della “Cuccumella” di Vulci, in collaborazione con il Parco di Vulci, il GrAG ha tenuto una serata di divulgazione astronomica che ha incantato più di 150 partecipanti, tra appassionati, curiosi e famiglie.
Nonostante la presenza della Luna Piena, che purtroppo, insieme all’inquinamento luminoso, limita l’osservazione degli oggetti più deboli del cielo profondo, l’evento è stato un vero successo; il piccolo esercito di ben 8 soci del GrAG (Philip Alexander, Antonio Benazzi, Massimiliano Bessone, Marco Cremoncini, Enrico Fantini, Silvia Giaretto, Gianni Pampersi e Fabrizio Pistolesi) ha messo a disposizione i propri telescopi e la propria competenza per guidare il pubblico alla scoperta di alcuni tra gli oggetti più affascinanti del cielo estivo. Tra le osservazioni più apprezzate, ammassi globulari come M13 (il Grande Ammasso di Ercole), nebulose planetarie come M57 (la Nebulosa Anello), galassie, tra cui la principale M31 (la Grande Galassia di Andromeda), stelle doppie e multiple notevoli, come β Cygni (la famosa Albireo) e naturalmente la Luna, protagonista luminosa della serata, osservata nei suoi dettagli più affascinanti, per quanto gli astrofili la ritengano molto più interessante quando non è così in fase piena.
Per chi si è attardato, una chicca sempre emozionante, il ritorno in zona di visibilità del pianeta Saturno, in una situazione molto particolare con i suoi anelli quasi completamente di taglio, come a disegnare uno stuzzicadenti che trapassa un’oliva.
Naturalmente la serata non è stata solo osservazione: i soci del GrAG hanno offerto spiegazioni accessibili e coinvolgenti, raccontando la storia degli oggetti celesti, le tecniche di osservazione e le curiosità dell’universo, e le lunghe spiegazioni con il naso all’insù hanno permesso a tutti di vedere alcune delle numerose stelle cadenti dello sciame d’agosto delle Perseidi, completando la soddisfazione dei partecipanti, che hanno potuto porre domande, condividere impressioni e vivere un’esperienza immersiva sotto il cielo stellato.
La scelta della “Cuccumella” di Vulci come location ha aggiunto un tocco di magia all’evento: il connubio tra cielo e archeologia ha reso l’atmosfera ancora più suggestiva, creando un ponte tra passato e infinito.
In sostanza il GrAG conferma ancora una volta il suo impegno nella divulgazione scientifica e nella promozione della cultura astronomica. La serata alla “Cuccumella” è stata un momento di condivisione, scoperta e meraviglia, che ha lasciato il pubblico con il naso all’insù e il cuore pieno di stelle.
Si ringrazia il parco di Vulci








