Alessandro: Gianni, anche quest’anno siamo riusciti a raggiungere le finali nazionali, questa volta però in una categoria superiore. Com’è stato tornare a vivere questa esperienza?

Gianni: Misurarsi con i propri coetanei su una materia così stimolante è sempre una grandissima gioia. Manipolare la teoria e adattarla al problema che viene posto è davvero stimolante, soprattutto perché queste materie non sono oggetto di studio a scuola e quindi potersi concentrare e “giocare” con loro rappresenta un’occasione speciale, al di fuori della routine scolastica. Il cambio di categoria si è percepito, ci si rende conto dell’innalzamento del livello ma, in fondo, la cosa fondamentale è dare sempre il proprio massimo. E invece, a te che emozioni ha evocato questa finale?

Alessandro: Sono stato molto felice di poter partecipare, per la terza volta consecutiva, alle finali dei Campionati di Astronomia, sia perché mi ha permesso di incontrare nuovamente gli amici conosciuti nelle passate edizioni ma anche perché mi ha permesso di gareggiare in una nuova finale insieme a te. È stato molto bello condividere anche questa esperienza, all’interno della passione che ci accomuna da tempo nel nostro gruppo astrofili.

 

 

Gianni: E invece, il passaggio di categoria ti ha fatto affrontare la preparazione in modo diverso rispetto all’anno scorso? C’è qualcosa che hai cambiato nel tuo modo di studiare o di esercitarti?

Alessandro: Il metodo di studio, per quanto mi riguarda, è rimasto e penso che rimarrà in futuro sempre lo stesso. Il cambio di categoria, però, ha introdotto temi che non avevo mai considerato, nemmeno a scuola, come per esempio lo studio in dettaglio delle onde elettromagnetiche e la trigonometria sferica. Quindi ho dovuto studiare argomenti nuovi e prepararmi cimentandomi con le finali delle edizioni passate, anche se non sempre coprivano tutti gli argomenti nuovi che abbiamo dovuto affrontare nella fase finale. Nel tuo caso, hai avuto necessità di cambiare la preparazione rispetto allanno scorso?

Gianni: Anche per me l’allenamento che ha preceduto la prova ha avuto la stessa modalità dello scorso anno: ho cominciato con un ripasso della teoria, propedeutico a “rinfrescare” tutte le nozioni, in particolare quelle più specifiche; svolgimento dei problemi forniti per esercitazione, che sono argomento-specifici e permettono di affrontare una vasta gamma di richieste (anche se non erano molto diversi dagli stessi dello scorso anno); infine, ho svolto i problemi delle gare degli scorsi anni. Ogni giorno sono andato indietro di un anno, partendo dal 2025 fino alle prove del 2018, concludendo il percorso di preparazione con un paio di giorni di riposo.

 

 

Alessandro: Spesso si pensa all’astronomia come a una materia puramente teorica, ma le finali mettono alla prova anche l’intuizione e la logica. Qual è stato il problema o il quesito di quest’anno che ti ha messo più in difficoltà?

Gianni: Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il quesito che mi è parso più arduo non è stato il quinto, notoriamente il più complicato, bensì il terzo. In breve, si chiedeva di determinare se fosse possibile che, su un lontano sistema planetario, una città di un pianeta vivesse in una perpetua eclissi stellare. Molti parametri e assunzioni di partenza portavano a conclusioni differenti (come si riscontra anche nelle soluzioni ufficiali pubblicate sul sito dei Campionati), e non è stato semplice concepirle tutte. A te invece, quale quesito ti ha messo più in difficoltà?

Alessandro: Concordo pienamente con te sulla difficoltà dell’esercizio dell’eclisse perpetua. Quando l’ho svolto non ho considerato gli aspetti legati al punto lagrangiano L1, che era invece la risposta più semplice e immediata! Riguardo gli altri esercizi ho provato a rispondere a tutte le domande, ma nella maggior parte dei casi le prime domande erano quelle che richiedevano più calcoli e più tempo da dedicare. Mi sono pertanto impegnato a completare le prime risposte di ogni domanda, ma in due esercizi non sono riuscito a completare le risposte. Nel complesso posso dire che non c’è stato un quesito più difficile degli altri ma tutte le domande presentavano qualche insidia.

 

Soluzione del quesito n.1 della prova pratica Senior/Master: agli studenti è stata fornita la mappa priva di costellazioni, stelle, posizione del Sole e piano galattico

 

Gianni: E al contrario, spostandoci sul livello più umano di tutta l’esperienza, hai avuto modo di incontrare i tuoi coetanei conosciuti lo scorso anno? Come si è evoluto il tuo rapporto con loro? C’è stato spazio per un confronto tecnico sulle diverse metodologie di studio o sulla risoluzione dei problemi?

Alessandro: Quest’anno mi sono ritrovato in finale con quasi tutti i membri della squadra italiana dell’ultima edizione delle Olimpiadi Internazionali junior, nella quale ho avuto l’onore di rappresentare il nostro Paese lo scorso anno, e sono stato contentissimo di ritrovarli in finale. Erano passati un po’ di mesi senza esserci più visti, dato che ci scrivevamo spesso nella nostra chat, ma la sensazione più bella è stata quella di incontrarci di nuovo dal vivo e consolidare la nostra vecchia amicizia! Durante i Campionati ci siamo senz’altro confrontati sulle risposte ai quesiti ma abbiamo soprattutto riallacciato le nostre esperienze personali che abbiamo vissuto nelle rispettive realtà in questo ultimo anno, dato che proveniamo da zone d’Italia molto lontane tra loro. Com’è stato, per te, ritrovare i ragazzi conosciuti lo scorso anno?

Gianni: Anche io quest’anno ho avuto modo di incontrare alcuni ragazzi della scorsa edizione: rivederci è stato molto emozionante, dato che veniamo da zone d’Italia ben distanti tra loro, come hai già detto. In particolare, mi è sembrato che ci fosse più confidenza tra di noi, forse per l’esperienza che abbiamo maturato e per una sorta di “spirito di appartenenza” ad un gruppo che si trova a confrontarsi di nuovo sulla stessa materia. Tornando al problema di prima, c’è stato un vivace confronto in merito al terzo quesito: si sono creati due “schieramenti”, ognuno con una strategia risolutiva differente. Chi aveva ragione? Entrambi!

Il testo del problema n.3 della prova teorica 2026 Senior/Master

 

Alessandro: Guardando al futuro e alle prossime edizioni dei Campionati, quali sono i tuoi obiettivi personali e che consiglio daresti ai ragazzi più giovani che desiderano avvicinarsi per la prima volta a questa competizione? A noi ha dato tanto, e sarebbe bello che questa “tradizione” continuasse con le nuove generazioni.

Gianni: Giunto oramai alla mia ultima partecipazione, data l’età, il prossimo anno il mio obiettivo è ben chiaro: arrivare, finalmente, sul podio della mia categoria, i Master. Dopo due finali disputate, e due Diplomi di Merito ottenuti, il proposito è di scalare la classifica e giungere alla vetta. In ogni caso, il percorso che ho seguito in questi anni ha un valore inestimabile, sia personale che professionale, e non potrei essere più d’accordo: invito chiunque abbia un briciolo d’interesse per questa disciplina a partecipare, e chi ancora non ha un’idea chiara di ciò che lo appassiona e lo innamora… Potreste trovare le risposte che state cercando. Quali sono invece i tuoi obiettivi per il futuro? Che consiglio daresti ai ragazzi più giovani?

Alessandro: Nonostante il fatto che io abbia partecipato a tre finali consecutive dei Campionati e ne abbia anche vinte due, il mio obiettivo principale per l’anno prossimo è arrivare alla quarta finale. Sarebbe molto bello ricevere il riconoscimento che il Comitato conferisce a chi giunge almeno a questo traguardo. Ciononostante, l’aspetto più importante di questa competizione non è vincere ma soprattutto partecipare, divertirsi e condividere la nostra passione con gli altri concorrenti e amici. Capita spesso infatti che le amicizie che nascono durante i Campionati di Astronomia maturino in seguito negli anni fino a divenire vere e proprie collaborazioni lavorative e di ricerca con potenziali futuri colleghi. Invito vivamente tutti i ragazzi interessati a questa bellissima materia a partecipare e di non preoccuparsi minimamente dell’esito finale. In questa competizione nessuno è veramente perdente. Ognuno di noi, con la sua partecipazione, vive intensamente un percorso che non è solo di formazione, conoscenza della materia o condivisione di una passione ma soprattutto di profonda crescita personale, emotiva e umana.

 

Alessandro e Gianni alle Finali Nazionali dello scorso anno, tenutesi a Teramo-Giulianova