L’OPOD di oggi va a Salvo Lauricella per queste belle sfumature verdi sul Sole:

In questa foto si vede chiaramente il bordo verde del Sole, ma spesso si crede di vederlo anche quando non si verifica: spesso il voler vedere ardentemente un fenomeno inganna la psiche dell’osservatore. Il fenomeno non si verifica, quindi la pupilla non lo vede, ma come per la visione del raggio verde, il cervello lo crea soggettivamente ed illude l’osservatore che lo vede solo perché è suggestionato dal desiderio di osservarlo. Questo meccanismo cerebrale è stato studiato fin dall’antichità: illustri filosofi come Aristotele, Tolomeo o Confucio cercarono di analizzarlo. Usualmente la mente cerca di effettuare dei paragoni tra gli oggetti che conosce meglio e quelli osservati tendendo ad ingrandire le dimensioni del fenomeno meno conosciuto; quando invece non riesce a trovare il termine di paragone, non avviene nessuna deformazione. Questo è sperimentabile nell’osservare il Sole o la Luna quando sono bassi sull’orizzonte e vicini a colline, monti, edifici… Si può notare che appaiono più grandi di come lo siano in realtà, proprio per i paragoni effettuati dai processi cerebrali tra ciò che si conosce bene (orizzonte terrestre, edifici) e quello che è osservato in cielo. (Tratto dal libro, Luci e colori del Cielo, Marco Meniero, Ronca Editore).

Rubrica curata da Marcella Botti, Marco Meniero e Alessandro Fabi per conto del #GrAG APS

Per approfondire il tema del Raggio Verde nella storia consigliamo di leggere l’articolo:

https://www.meniero.it/blog-ultimo-articolo/post/169109/il-raggio-verde-nella-storia

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